Effonde d’argento la notte e impollina di speranze i miei assoli. Con sinodica cadenza silenzia l’acredine attitudine di questi giorni a infierire sulle mie più solide fragilità. Stanotte nulla mi addolora. L’effige della luna glorifica i miei lineamenti nei fasti ammalianti di una turgida quinta fase.
Gli astri non possono in alcun modo soggiogare le leggi che definiscono l’universo: le orbite, i cicli lunari, le tempeste solari. Ma tu, tu che mi sei di fianco, tu sei l’unico a possedere la conoscenza che ti permette di superare la forza di gravità, sfidare le fondamenta della fisica, confondere i campi magnetici, per donarmi ogni sera lo splendore del plenilunio.