SANREMO

Poggi la borsa per terra. Davanti al pouf. Ti siedi. Ti sfili gli stivali. Li vai a riporre nella loro scatola. Dentro, ci avevi lasciato le pantofole. Lo fai sempre. Le lasci nella scatola delle scarpe che indossi. “Così sono sicura che al rientro le trovo subito, senza dovermi girare tutta casa”, dici. Lasci gli stivali. Metti le pantofole. Le chiavi nello svuotatasche. Il telefono sul tavolo. Ti versi da bere. Ti dirigi in lavanderia. Avvii un’altra lavatrice. Cosa ti porti a casa dopo una giornata di lavoro? Le gambe stanche. I sorrisi consunti. Gli occhi arrossati. I pensieri sfilacciati. Ti prepari qualcosa per cena. Gli occhi indugiano sulle foto che evocano risate e assolati pomeriggi al mare. L’estate. Le vacanze. Che voglia di ferie che hai. Ma stasera c’è Sanremo. E qualcosa che ti affranca. Mettere tra parentesi, per qualche ora, ogni assillo e lasciarsi sorprendere dal desiderio di leggerezza e di inderogabile far nulla. Affabulare il tuo corpo nella silhouette di un’ardita veste semitrasparente che non indosseresti mai, trattenere il respiro in una canzone che sembra parli proprio di te. Infine, addormentarti sul divano, accovacciata sotto una coperta e svegliarti che è già notte fonda con un ritornello nella testa.

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